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Neolitico

Neolitico

Mentre gli uomini del maddaleniano si erano accontentati di lavorare la pietra sbrecciandola, i nuovi artigiani aggiunsero la levigatura.
 Quando gli oggetti erano stati abbozzati nella selce, subivano un nuovo trattamento: venivano sfregati contro grossi blocchi di pietra dura, su cui si metteva sabbia bagnata, facendone perdere ogni asperità.
 Gli uomini agili e coraggiosi continuavano a fare i cacciatori, e soltanto i cacciatori, fornendo agli altri il prodotto delle loro cacce; gli altri, cavatori della selce ed abili costruttori, davano in cambio armi e utensili. Spesso intere tribù o interi popoli si dedicavano ad una sola attività lasciando ad altre tribù, o ad altri popoli, la cura di esercitare le altre.
 Man mano che la produzione di cibo si sostituì alla raccolta, i recipienti acquistarono grande importanza. Anche nelle culture che ignoravano le pratiche agricole si conosceva l'uso di recipienti naturali come zucche, uova di struzzo, ecc.; venivano inoltre prodotte scodelle di legno, sacchi di pelle e canestri intrecciati di fibre vegetali.
 Nel frattempo ci si accorse che certe terre facilmente malleabili, come l'argilla, seccate al sole acquistavano la consistenza della pietra, e ne modellarono recipienti.
Ma solo con la cultura del villaggio neolitico l'uso della ceramica si affermò decisamente.

MESOLITICO
Sono mesolitiche le culture cui si devono i primi tentativi di addomesticamento delle capre e la scoperta del valore nutritivo del grano e dell'orzo selvatici, la loro raccolta intensiva (praticata con falci di legno o di osso, entro cui erano incastonate piccole lame di selce) e la loro tritatura per mezzo di due pietre piatte (macine).

Dal paleolitico il mesolitico si differenzia per le tecniche di fabbricazione e immanicamento degli strumenti di pietra scheggiata.

Ai popoli mesolitici si deve la costruzione delle prime imbarcazioni, scavate in un unico tronco d'albero, e provviste di pagaie.

Tra le culture del mesolitico europeo la più rappresentativa fu l'aziliano (circa 9.000 a.C.), diffuso nella zona pirenaica e nella Francia occidentale; specifica di questa cultura fu la presenza di ciottoli dipinti con segni schematici, di valore simbolico-rituale.

Caratteristiche le culture forestali dotate di un equipaggiamento litico comprendente anche grossi strumenti per la lavorazione del legno: soprattutto asce e picconcini di selce scheggiata che venivano montati su un corno di cervo, al quale era applicato un manico di legno.

NEOLITICO
Già dagli inizi del Neolitico (chiamato anche: Protoneolitico o Neolitico preceramico) la lavorazione di oggetti e di attrezzature in pietra aveva raggiunto un tale livello, che da un unico blocco si ricavavano finissimi vasi e ciotole. Tale periodo è caratterizzato da alcune importanti innovazioni tecnologiche come la ceramica, la filatura e tessitura delle fibre vegetali (lino) e poi animali (lana), la levigatura delle pietre dure, in genere di colore verde (per es. serpentini, anfiboliti), per fabbricare accette, mazze, martelli o anche ornamenti.

La tendenza verso insediamenti stabili cominciò prima della nascita dell'agricoltura. Nel IX millennio a.C. nella cultura natufiana (Palestina) e di Zawi Chemi Shanidar (Kurdistan) l'economia era ancora basata sulla caccia, ma vari manufatti come macine, pozzi-silos rivestiti di argilla per l'immagazzinamento di cibo, e soprattutto falci con lame di selce dimostrano un'intensa raccolta e utilizzazione del cibo vegetale.

Nel periodo seguente, o neolitico aceramico (VIII-VII millennio a.C.), la coltivazione dell'orzo e del grano e l'allevamento degli animali sono un fatto ormai acquisito; la terra si dissodava con un bastone.

I primi tentativi di ceramica non hanno séguito, e i recipienti vengono fabbricati in pietra, legno o vimini.

Verso la fine del VII millennio a.C. l'uso della ceramica, di rozzo impasto e decorata con applicazioni plastiche o, in alcune aree, con incisioni o impressioni dell'orlo dentellato di una conchiglia, si diffonde su una vasta area dalla Tessaglia e Anatolia all'altopiano iranico.

Con le culture di Haciliar, Hassuna e Samarra entra in uso una ceramica più fine e decorata con motivi dipinti a un solo colore. La ceramica dipinta caratterizza le culture neolitiche del VI e V millennio a.C..

La successiva cultura de Tell Halaf (V millennio a.C.) presenta una ceramica di grande pregio, in cui accanto ai motivi geometrici sono frequenti i motivi tratti dal mondo animale, come bucrani, serpenti, uccelli, antilopi.

Le popolazioni dei Dauni, genti di stirpe illirica, si insediarono nella provincia di Foggia, la Daunia, nel corso del I millennio a. C.. L'arte vasaria con la sua decorazione geometrica ne fu un'interessante espressione culturale. Nei maggiori centri di produzione (Canosa, Ordona, Ascoli Satriano) si elaborarono le particolari decorazioni bruno-rossicce che caratterizzano i vasi di uso rituale, insieme alle applicazioni plastiche. L'apparato decorativo è permeato di un simbolismo magico-esorcizzante ancora misterioso.