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Età dei metalli

Età dei metalli

I nipoti degli uomini della pietra, si accorsero dell'esistenza di minerali più resistenti e più malleabili al tempo stesso, specie se trattati col fuoco, e con queste pietre metalliche, riprodussero gli utensili che prima ricavavano dalla pietra.
 Quando però gli abili fonditori dei villaggi industriali dell'epoca gettarono nei loro crogiuoli, assieme al rame, lo stagno ne risultò un terzo metallo: il bronzo, che, pure avendo la malleabilità del rame, apparì più resistente della pietra.
Fu con l'ntroduzione del ferro, un nuovo metallo più leggero e resistente del bronzo, che si diede vita alla rivoluzione metallurgica che, circa tremila anni fa, mise fine alla Preistoria.

ETA' DEL RAME
 Poco alla volta il rame, con cui si ottengono strumenti di una perfezione prima impensabile, soppianta nell'uso domestico la pietra levigata. Siamo ancora ad una ventina di secoli dalla nascita di Cristo.
Ma la lama di pietra, specie ora che si è imparato a levigarla tanto accuratamente, è più sicura e più resistente di una punta di rame: possiamo quindi dire che l'uso della pietra continuò, anche dopo l'introduzione della lavorazione del rame, con utilizzi differenti.

ETA' DEL BRONZO
Il concetto di età del bronzo è impiegato per una classificazione archeologica di civiltà e culture che fanno uso di leghe di rame, ma che non conoscono ancora il ferro o non ne fanno uso su larga scala.

Durante i primi stadi di sviluppo della metallurgia, nel IV millennio a.C., sia in Europa sia nel Vicino Oriente si usarono leghe di rame con arsenico o antimonio.
Intorno al 3.000 a.C. in Iran, Mesopotamia, Siria e Anatolia comparvero oggetti di bronzo vero e proprio, cioè di rame e stagno.

L'introduzione di una vera e propria metallurgia del bronzo, che soppiantò definitivamente tutti gli altri tipi di leghe, si ebbe intorno al 2.000 a.C..

Nel Tirolo il rame grezzo veniva commercializzato in barre cilindriche o in pani discoidali, mentre nel Mediterraneo orientale si usavano lingotti a forma di pelle di bue.

ETA' DEL FERRO
I primi oggetti di ferro forgiato (di origine in buona parte meteorica) si trovano nel Vicino Oriente e in Egitto fin dal IV-III millennio a.C.. Verso il 2450 a.C. in Anatolia compaiono pugnali e daghe di ferro; una vera e propria siderurgia è tuttavia praticata soltanto a partire dal sec. XIV a.C. presso gli ittiti e i mitanni.

Il termine "età del ferro" ha un uso molto importante solo per l'Europa e l'Asia centrale; in queste due aree esso si applica al I millennio a.C.

Nella società romana chi si dedicava a quest'arte di prestigio era chiamato faber ferrarius, l'equivalente di fabbro generico, o faber clavarius, qualora fosse specializzato in lavori più minuti e impegnativi, come la realizzazione di chiavi, serrature, bandelle, cardini, ecc.
Diversamente da altre arti appartenenti alla cultura mediterranea, l'arte fabbrile trova modo di innovarsi nel periodo delle invasioni dei popoli provenienti dal Nord-Est europeo. In particolare, nei due secoli di dominazione longobarda (dal 568 al 775 d. C.), diventa una delle arti più apprezzate dalla società del tempo, e ciò grazie alla sperimentazione applicata alla fucinatura ed alla temperatura degli elementi, per la capacità di produrre lame di incredibile durezza, di plasmare il metallo e di controllarne le superfici da decorare, per la capacità, infine, di laminare le parti, lavorandole a sbalzo, a cesello e a bulino.

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