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Maiolica

Le maioliche prendono il nome dall'isola di Majorca, dove nacque lo stile ispano-moresco. Una tecnica importata dalla Mesopotamia che aggiungeva all'invetriatura piombifera l'ossido di stagno.

A Faenza il primo documento che attesta la produzione di ceramica è datato 1142, e fra il XV e XVI secolo la produzione delle botteghe faentine ebbe un periodo di grande splendore, al punto che in tutta Europa fu denominato Fayence o Faentina un tipo particolare di ceramica, una maiolica molto lucida e pregiata, invetriata allo stagno e decorata a gran fuoco.
Per celare la pasta rossiccia, si tuffavano dapprima le stoviglie di terra figulina nell'argilla bianca liquida, si cuocevano a temperatura non elevata, e sull'incotto si applicava una vernice, o fondente, fatta di ossido di piombo, di potassa e di sabbia finissima, così che con la cottura si formava poi l'invetriamento.
Nel Cinquecento a questa invetriatura si sostituì lo smalto di stagno.
Le maioliche sono caratterizzate da due cicli di cottura sopra i 900C, intramezzati dalla decorazione soprasmalto con l'utilizzo di smalti e colori senza piombo, per oggetti ad uso alimentare. La cottura finale è ad alto fuoco.